Thriller, la potenza dell’emozione in una parola

Tutti noi ogni giorno ci imbattiamo nella parola “Thriller”, ma sappiamo veramente cosa significa? E se la stessimo usando in modo improprio, errato? Film, libri, persino questo sito la usa per indicare quel genere di sensazione che ci fa rimanere attaccati all’inchiostro sulle pagine, o alla pellicola proiettata su un telo bianco. Ma nello stesso momento, mentre noi adoriamo questa parola, c’è chi la usa per fare soldi, nient’altro. La troviamo su copertine di romanzi psicologici o stampata su locandine di film poco credibili, perché è la parola che negli ultimi 10anni vende più di ogni altra cosa. In questo articolo sveleremo il vero significato di questo termine, apriremo il lucchetto di una porta che in tanti tentano di chiudere, perché vederci attraverso significherebbe scoprire la verità, significherebbe far crollare il castello di carte che i media hanno eretto per il loro tornaconto.

Thriller – l’inizio

Harold Lloyd fu il fondatore di tale genere, nel 1923 proiettò nelle sale americane il suo film “preferisco l’ascensore”, rendendo epica nella mente degli spettatori dell’epoca la scena in cui il protagonista resta appeso sul cornicione di un grattacielo, il corpo penzolante nel vuoto. Nei 90anni di cinema a seguire quella scena fu emulata e copiata a non finire in tutte le sue sfumature, continuando a trasmettere la stessa suspence, lo stesso “thriller” della prima volta. Altri grandi registi che utilizzarono la forza del thriller furono Alfred Hitchcock e Fritz Lang, ma questo termine, seppur vero che venne lanciato nell’ambito cinematografic,o approdò nelle librerie subito dopo. Come non citare Agatha Christie? 

E qui molti di voi storceranno il naso, “ma come” – direte – “sono bei romanzi quelli della Christie, ma sono gialli, non thriller”. Ed è proprio questo il punto, ad oggi questa parola è stata associata a un genere ristretto e specifico tanto da emarginare i suoi creatori, da togliergliene la proprietà, convincendo lettori e cinefili moderni a scartare vecchie glorie in nome di più vendibili contemporanei.

 

L’origine della parola thriller

Il termine deriva dall’inglese “to thrill”, che letteralmente significa “rabbrividire”. Tanto basterebbe per porre fine all’articolo: qualunque cosa vi faccia rabbrividire è considerabile thriller. Sbagliato, la questione è molto più complessa, sarebbe come dire di avere una Ferrari solo perché si possiede della vernice rossa. 

Per poter definire un romanzo o un film “thriller”, devono esserci dei precisi fattori, prima fra tutti la suspense (e qui si potrebbe aprire un altro dibattito, ma rimandiamo). La suspense è parte integrante del thriller, le scene devono essere calcolate in modo che chi le guarda abbia ben chiaro che sta per succedere qualcosa, ma senza sapere né quando né cosa. Può essere una lenta e metodica sequenza di frasi o un repentino cambio di scena a introdurre la suspense, l’importante è che il fiato rimanga sospeso abbastanza da procurarci una forte emozione non appena l’evento atteso si scatena. 

Altro importantissimo elemento del thriller è il mistero: che esso sia il fulcro del film, o un elemento marginale, deve esserci l’elemento misterioso. C’è chi ama nasconderlo all’interno del protagonista o immortalarlo in un attimo che sarà il movente di tutta la trama, ma l’elemento mistero è d’obbligo se si vuol creare un buon thriller. 

A questo punto subentrano i sottogeneri, come rami che si allungano dal tronco principale, e che ci portano a comprendere come il genere thriller si sia evoluto fino ad oggi, semplicemente leggendo le varie categorie in cui si è suddiviso:


 

thriller substantia romanzo

Conclusioni, basta con la suspense

Il thriller dal 1923 ad oggi si è evoluto e modificato in moltissimi sottogeneri, ho voluto creare questo articolo per mostrare come ad oggi ci sia l’abitudine a definire thriller praticamente ogni cosa che abbia un po’ d’azione, ma il concetto come avete visto è molto più profondo. L’emozione che questo genere è capace di suscitare è unica e strettamente personale, sono molti gli autori di romanzi che se ne fregiano e ora voi sapete la verità, ora voi avete tutte le conoscenze necessarie per giudicare se un libro è veramente thriller, o semplicemente Horror, splatter, giallo, investigativo, psicologico.  Da oggi potete diventare dei lettori più esperti, più critici, sarete l’incubo di ogni scrittore che scrive solo per vendere anziché con il cuore.

Simone Pinna

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