Notte buia, niente stelle – Le donne eroine di Stephen King

 

La donna e i thriller

Molte volte accade che in romanzi e racconti thriller la figura del gentil sesso abbia una caratteristica fondamentale: la debolezza. In moltissimi casi, la donna è la vittima del sadico assassino, del delinquente, delle avversità della vita e di tante altre situazioni descritte dalla penna dello scrittore di turno. Gli uomini agiscono come carnefici e come eroi della storia, lasciando all’universo femminile quell’aura di debolezza che macchia l’immagine stessa della donna. Arcaiche convinzioni vogliono la donna inferiore all’uomo sul piano della forza, dell’intelligenza, dell’arguzia, come retaggio culturale di un’epoca in cui la figura maschile predominava. Per fortuna negli ultimi anni sono sempre di più le storie che riscattano l’immagine del gentil sesso, che non è più semplice funzione della storia, ma vera e propria protagonista. La conquista di un ruolo in primo piano segna inevitabilmente un nuovo modo di vedere le cose, una nuova era nel campo della “letteratura nera”.

Una raccolta per il riscatto

Nel 2010 venne pubblicata una raccolta di racconti dal titolo “Notte buia, niente stelle”, prodotta dal grande scrittore americano Stephen King, in cui le figure femminili trovano un notevole riscatto e il massimo spazio possibile. I quattro lunghi racconti, infatti, hanno per protagoniste donne che si ribellano a situazioni pericolose, riuscendo ad annientare la fonte del pericolo in maniera alle volte brutale, con metodi relegati alle sole figure maschili fino a quel momento.

Nel primo racconto, dal titolo “1922”, un uomo con uccide la moglie gettandone il cadavere in un pozzo. Lo spirito della defunta tornerà dall’oltretomba rendendo la vita del marito un vero e proprio inferno. Ma è soprattutto nel secondo racconto intitolato “Maxicamionista”, che King concede ad una sua protagonista ampio respiro, facendo emergere la forza di una donna sopravvissuta per miracolo a uno stupro. Una volta ripresasi dal terribile trauma, questa andrà alla ricerca del suo aguzzino, con una ferocia che non siamo ancora abituati a vedere nell’universo femminile.

Il terzo racconto “La giusta estensione” è una storia di invidia in cui il ruolo femminile viene messo per un attimo in disparte, per fare emergere i conflitti di un rapporto tra due amici di vecchia data. In questo racconto il Diavolo veste i panni di un venditore ambulante e ci mette lo zampino.

Il quarto e ultimo racconto della raccolta, “Un bel matrimonio”, torna prepotentemente a porre la donna come motrice assoluta dell’intera vicenda, una storia cruda che per quanto bizzarra denuncia la situazione di molte mogli costrette a vivere con mariti che nascondono dei segreti, dei lati pericolosi e violenti della propria personalità. Stavolta lo scrittore del Maine porta agli estremi gli eventi, trasformando un apparentemente placido coniuge, in uno spietato serial killer, con la moglie che invece di accettare passivamente il macabro vizietto del marito prende in mano la situazione, portandola verso un drammatico e inevitabile finale.

Il grande King

Seppur in certi punti sia eccessivamente prolisso, King dimostra ancora una volta la sua grandezza e il suo talento narrativo. I racconti sono imperniati dello stile caratteristico del narratore statunitense, il ritmo è incalzante e la tensione è ben calibrata tra eventi drammatici e propositi di sanguinarie vendette. Storie estreme che puntano a voler mettere in risalto la grande forza delle donne, capaci di ribellarsi alle insopportabili situazioni a cui uomini di scarso valore le condannano.

Vincenzo Abate

editing di Simone Pinna

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