Matteo Marchisio chiude la trilogia

 

Matteo Marchisio ci riprova, riuscendo meglio della prima volta. Scene di guerra e momenti di emozione si fondono senza prevalere l’uno sull’altro in questi due romanzi brevi.

Un finale col botto

Nowaland e Raggruppamento Spada sono i due romanzi brevi che terminano la trilogia ideata da Matteo Marchisio, partita con il romanzo Sezione NKZ-68 che introduce le vicende di Rieke e Katie,  di cui trovate la recensione a QUESTO LINK.

A differenza del primo volume in questi due si nota immediatamente una evoluzione stilistica, più curata e attenta, che riesce a comprimersi in poche righe cogliendo solo ciò che è necessario per la storia. Certo, come in tutti i romanzi brevi si soffre un po’ perché alcuni momenti vorremmo fossero diluiti e più dettagliati, ma questa è una caratteristica che appartiene a tomi più pesanti e Matteo Marchisio ha scelto una strada decisamente impervia, che deve raccogliere tutto in poche parole.

Cose non dette

Non racconterò la trama di questi due volumi, perché per spiegarla bene rivelerei parti di storia importanti e con diverse sorprese. Posso però dirvi che la storia scorre veloce e senza intoppi, rimanendo fedele all’ambientazione del primo romanzo seppur accelerando con i ritmi. Il coinvolgimento è assicurato. Voglio però mostrarvi la quarta di copertina che presenta i due scritti:

Nowaland (seconda parte)
Una nuova missione nella savana rodesiana, sul finire del ’79. Questa volta nel Nowaland, un minuscolo rettangolo di continente nero attraversato da cannibali e mercenari di ogni tipo. Rieke Hatefield deve tornare in azione. Mentre lui e Katie si fanno largo tra nuovi armamenti in mano ai ribelli, la situazione politica in Rodesia arriva nella sua parte più buia, fatta di massacri strada per strada fra coloni e indigeni. La disfatta è inevitabile. L’unico obbiettivo è contenere le perdite.
Raggruppamento Spada (parte finale)
Rieke Hatefield lavora in una ditta di legnami di Addis Abeba, in Etiopia. Le battaglie nella savana rodesiana sono diventate un ricordo, come i volti delle persone care perdute laggiù. In un viaggio di lavoro a Torino scoprirà quanto la Guerra Fredda imperversi ancora in Europa. Nel caos di una nuova avventura si aggiunge la notizia che, (spoiler, evidenziare testo per leggere) –forse, suo padre è ancora vivo, -prigioniero nella Libia del Raìs. Liberarlo vorrebbe dire recuperare quello che credeva di aver perso per sempre.

Conclusioni

Ho avuto la fortuna di confrontarmi con l’autore e mi aspetto nuovi romanzi da Matteo Marchisio, non brevi stavolta, più ricchi e dettagliati e dalla storia maggiormente intricata. Considerando il livello di miglioramento che c’e stato dal primo all’ultimo libro so che non mi deluderà.

 

Simone Pinna

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