L’inganno dell’ippocastano – ottimo thriller italiano

Romano, giornalista, autore e critico televisivo, saggista. Tutto questo è Mariano Sabatini, che ha esordito come autore di narrativa con il noir L’inganno dell’ippocastano, edito da Salani nel 2016. Non è semplice capire subito il senso del titolo di questo romanzo: non è un albero l’ippocastano? E perché dovrebbe e potrebbe ingannare? Senza togliere al lettore il gusto della scoperta, si può dire che in realtà l’ippocastano produce un frutto non commestibile che assomiglia molto alla castagna e in questo senso trae in inganno, appare come ciò che non è. Come spiega lo stesso Sabatini in alcune interviste, il bel titolo si ispira a Cuore di legno, una poesia di Primo Levi in cui l’ippocastano viene definito un impostore ingenuo.

 

Trama da thriller

Il protagonista di questo romanzo ambientato a Roma è Leo Malinverno, giornalista, collezionista di belle donne, amante della cucina, brava persona e onesto, non gli mancano un pizzico di cinismo e un forte senso dell’amicizia. La sua amica e collega Viola Ornaghi scrive per un settimanale femminile ed esce da una separazione dolorosa, è proprio grazie a Viola che Malinverno arriva per primo sulla scena del delitto da cui prende avvio una complessa indagine. Si tratta dell’efferato omicidio di Ascanio Restelli, anziano ma immarcescibile imprenditore edile (detto commendatore mazza & cazzuola) e aspirante sindaco della capitale d’Italia. Gli è stata tagliata la gola e gli sono stati cavati gli occhi nella sua villa ottocentesca. È Viola, che avrebbe dovuto intervistare Restelli per conto del settimanale per cui lavora, a scoprirne il cadavere. Si rivolge, sconvolta, proprio a Malinverno, che accorre sul posto trovando una scena del crimine inverosimile: non sono stati risparmiati neppure i domestici e i cani, la moglie del giardiniere è l’unica ancora viva e ha resistito in fin di vita fino dell’arrivo di Leo, unica testimone dell’efferata strage. Ascanio Restelli aveva certamente dei nemici, come è naturale che sia per chi ha costruito la propria fortuna con spregiudicatezza spietata facendo del malaffare uno stile di vita. Proprio per questo venire a capo della sua morte non sarà facile, ma qui mi fermo, perché è giusto che sia il lettore a scoprire come si svilupperanno le indagini e in che modo sono relazionati Malinverno e Viola.

La Roma marcescente

Raccontando una trama delittuosa, Sabatini disegna una Roma fosca, marcia, corrotta e corruttrice, e al di là della trama che è magistralmente narrata, dei personaggi accattivanti e di quelli detestabili, il merito maggiore del romanzo è proprio questa visione realistica della città di Roma, splendida e melmosa, da sempre palcoscenico di scandali, una città che non resta il mero fondale dell’intreccio, ma che diventa protagonista accanto ai sublimi personaggi di Sabatini.

È interessante la descrizione puntuale del clima che si crea intorno ai fatti eclatanti di cronaca nera, con tutta la morbosa curiosità voyeuristica delle persone comuni, alimentata dalla macchina televisiva che si scatena con servizi e interviste, destinati a tenere desta l’attenzione per alzare l’audience.

Infine in questo libro di Sabatini trovano spazio anche i sentimenti, se è vero che «La nostalgia non si fa domande: rifugge la logica dei risentimenti, scava in profondità come un fiume carsico che riaffiora dove può, a riprendersi quel poco di serenità conquistata.»

Editing: Simone Pinna

  • Copertina flessibile: 332 pagine
  • Editore: Salani (31 marzo 2016)
  • Collana: Salani
  • prezzo: 14,90

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