Il silenzio degli innocenti – Shhh! Parla il maestro

Scava nell’animo umano “Il silenzio degli innocenti” di Thomas Harris, rappresentando uno dei pochi casi in cui il film si rivela all’altezza del romanzo da cui è tratto con ben 5 Premi Oscar, 1 Golden Globe, 2 British Academy Film Awards e altri ben 14 premi. Tuttavia il libro è più bello, si legge con piacere e suscita la stessa sensazione anche a distanza di anni. Scritto con maestria nel 1988, deve l’enorme popolarità al personaggio di Hannibal Lecter, uno psichiatra geniale rinchiuso in una cella di massima sicurezza.

 

Antieroe magistrale

Non a caso proprio Hannibal è “l’eroe” dell’omonima serie televisiva in tre stagioni, in onda dal 2013 al 2015. La protagonista della storia è Clarice, una brillante allieva dell’FBI, ma la presenza di Hannibal, pur prigioniero e lontano, si avverte continuamente. Hannibal possiede molte delle qualità che apprezziamo: è intelligente, colto, raffinato, gentiluomo, dotato di senso dell’umorismo; non si arrende né si scoraggia di fronte alle difficoltà, è curioso e vuole stabilire un contatto intimo con la giovane e bella Clarice. Stima le persone in gamba e disdegna quelle mediocri e di basso livello morale. Come contrappeso è un pericoloso cannibale assassino. Perché l’insieme di queste caratteristiche coinvolge e attrae? Come psichiatra, Hannibal penetra nell’animo dei suoi pazienti; come personaggio, in quello dei lettori. Quando uno degli altri carcerati “sporca” Clarice, Hannibal lo induce al suicidio.

Uno stile che salva e uccide

L’abile penna di Harris ci pone nelle condizioni di tollerare, se non approvare, gli omicidi di Hannibal. Nel difendere Clarice, sembra che Hannibal difenda noi, i valori in cui crediamo, diventandoci alleato. Molte delle persone che ha ucciso e mangiato erano figure poco positive, il che ci induce, in una parte tenebrosa dell’animo, a sospendere il giudizio e accettare i fatti senza condannarli. Anche la sua magistrale fuga, nonostante gli omicidi per attuarla, ottiene ammirazione. Rientra nella natura umana: le azioni di successo compiute da “grandi” personaggi riscuotono consenso. In definitiva “Il silenzio degli innocenti” rappresenta molto più di un thriller di alto livello: si tratta di una storia che aggancia aspetti reconditi dell’animo umano.

recensione: Enzo casamento

Editing: Simone Pinna

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