Il maestro delle ombre – Carrisi non stupisce più

L’ultima fatica di Donato Carrisi si intitola “il maestro delle ombre” e si, è proprio di fatica che parliamo, con grande amarezza.

 

Un nuovo thriller dall’autore italiano più venduto al mondo

A distanza di circa un anno dal suo ultimo libro “La ragazza nella nebbia”, Donato Carrisi torna in libreria con un nuovo romanzo, proprio per Natale, periodo in cui le vendite salgono parecchio per noi scrittori. Ho già recensito il suo precedente romanzo e lo avevo trovato bello ma non all’altezza di quelli scritti qualche anno fa, parlando di una “sensazione di discesa” relativa all’immaginazione di questo autore. Il maestro delle ombre si ispira a due fatti realmente accaduti: la devastazione delle opere romane da parte degli Hoolygans e la bolla che Papa Leone X emanò nel 1511, dichiarando che Roma non sarebbe mai dovuta rimanere al buio. L’idea non è male e la storia parte bene ma mano mano che lo si legge ci si accorge che alla fine di tutto è una storia come tante altre. Ripetitiva. È un brutto libro? No, Carrisi sa scrivere bene e trasmette le giuste emozioni in tempi coerenti alla trama, ma bisogna ammettere che siamo ben lungi dal capolavoro che fu “Il suggeritore”, è innegabile.

 

La trama in breve

Una tempesta senza precedenti si abbatte sulla capitale con ferocia inaudita. Quando un fulmine colpisce una delle centrali elettriche, alle autorità non resta che imporre un blackout totale di ventiquattro ore, per riparare l’avaria. Le ombre tornano a invadere Roma. Sono passati cinque secoli dalla misteriosa bolla di papa Leone X secondo cui la città non avrebbe «mai mai mai» dovuto rimanere al buio. Nel caos e nel panico che segue, un’ombra più scura di ogni altra si muove silenziosa per la città lasciando una scia di morti… e di indizi. Tracce che soltanto Marcus, cacciatore del buio addestrato a riconoscere le anomalie sulle scene del crimine, può interpretare. Perché Marcus è sì un prete, ma appartiene a uno degli ordini più antichi e segreti della Chiesa: la Santa Penitenzieria Apostolica, conosciuta anche come il Tribunale delle anime. Ma il penitenziere ha perso la sua arma più preziosa: la memoria. Non ricorda nulla dei suoi ultimi giorni, e questo dà un enorme vantaggio all’assassino. Soltanto Sandra Vega, ex fotorilevatrice della Scientifica, può aiutarlo nella sua caccia. Sandra è l’unica a conoscere il segreto di Marcus, ma ha sofferto troppe perdite nella sua vita per riuscire ad affrontare nuovamente il male. Eppure, qualcosa la costringe a essere coinvolta suo malgrado in questa indagine… Ma il tramonto è sempre più vicino, e il buio è un confine oltre il quale resta soltanto l’abisso.

 

Considerazioni personali

Andando oltre ciò che ho percepito leggendo questo romanzo, mi sono trovato davanti una triste verità non appena ho aperto il sito ufficiale di Donato Carrisi, in prima pagina e subito sotto è riportata l’immagine de “Il suggeritore” e parole che lo apostrofano come capolavoro. Ma se uno scrittore, dopo quasi dieci anni di carriera, ha ancora come punto di forza il suo primo romanzo, mi viene da pensare che farebbe bene a prendersi una pausa e meditare su nuove intriganti idee. Carrisi ci ha dimostrato di saper scrivere benissimo, di saper narrare e emozionare, quindi perché obbligare se stessi a partorire storie che non sono più originali? Ma è una considerazione personale questa, il suo ultimo libro, come ho già detto, è un bel libro e godibilissimo, ma da amante del genere e affezionato lettore di Carrisi, mi sento un po’ deluso dalle storie degli ultimi anni.

Ricordate: quando si ha a cuore una persona e si ha fiducia nel suo operato bisogna incentivarla, e “sgridarla”, mostrargli i suoi punti deboli, rimarca solo la grande considerazione che abbiamo di lei.

Simone Pinna

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