il labirinto degli spiriti – Zafon dopo cinque anni sa ancora stupire?

Carlos Ruiz Zafón torna sulla scena della letteratura mondiale dopo cinque anni di silenzio, questo il lasso di tempo che è passato da “il prigioniero del cielo”, e anziché proporci un nuovo titolo ci invita a chiudere un cerchio che lui stesso ha lasciato aperto. Sarà riuscito nell’impresa di far innamorare i lettori del suo nuovo titolo? Parliamone.

Un tomo da dividere, un tomo che divide.

Oltre 800 pagine di fitte parole separano il fronte della copertina dalla sinossi sul retro, e la prima cosa che viene in mente è <ma non poteva pubblicarlo in due volumi?>. Riflettiamoci un secondo: se lo avesse pubblicato in due volte, con tomi di circa 400 pagine ciascuno, al prezzo di 20€ cadauno, avrebbe di certo incassato una fortuna. I lettori affezionati comprano sempre, anche due volte per una storia sola. Ed è qui che voglio porre la riflessione che il web ha schivato in tutti i modi: A Carlos Ruiz Zafon non gliene frega nulla di pubblicare un libro per fare soldi. Ha scelto di pubblicare una storia enorme, lunga e articolata, in solo volume che è difficoltoso persino tenere in mano. Non ha badato al fatto che i caratteri fossero un po’ piccolini rispetto alla stragrande maggioranza dei libri, che ingrandisce il font per rendere il tomo più corposo. Non gli è interessato che i libri così “ingombranti” sono più difficili da vendere e che spesso i lettori ne sono spaventati. Lui ha deciso che la sua storia doveva essere raccontata, e non “venduta”, lui è un vero scrittore.

Trama e riflessioni

Appena si apre il libro la prima cosa che si nota è una precisazione fatta dall’autore: questo libro si può leggere indipendentemente dagli altri ai quali è collegato, e lo stesso vale per i precedenti tomi ad esso relazionati, ma se li si è letti tutti troveremo molti elementi che coincidono, che chiudono davvero il cerchio.

La storia principale prende luogo nel 1959, tra Madrid e Barcellona. La protagonista del romanzo è Alicia Gris, una investigatrice dal passato tenebroso e descritta come una personalità cinica e solitaria. Il suo superiore, Leandro Montalvo, le chiede aiuto per un ultimo caso per la cui risoluzione, le promette, le consentirà per sempre di abbandonare il mestiere. Si trovano dunque a lavorare al mistero della scomparsa del ministro Mauricio Valls, personaggio già apparso nel romanzo precedente e legato alle vicende di Sempere e Martìn.Mentre vengono gradualmente svelati dettagli sul passato della donna, che si rivela essere una vecchia conoscenza di Fermìn, il percorso seguito da Alicia per risolvere lo strano intrigo si intreccia con la vita della famiglia Sempere, permettendo di delineare aspetti poco chiari dei precedenti romanzi. A fare da principale sfondo alla narrazione è nuovamente la città di Barcellona, descritta in maniera cruda e spietata, della quale emerge anche il racconto politico e bellicoso nei ricorrenti flashback di cui l’opera è costellata.

Opinioni contrastanti

Carlos Ruiz Zafon ha indubbiamente elaborato una trama articolata e molto lunga, che si snoda attorno a molteplici vicende allo stesso modo in cui una scala a chiocciola scende nei sotterranei di una torre, esplorando un terreno umido e oscuro sempre più a fondo. Il libro a me è piaciuto moltissimo, ho ritrovato quegli elementi che mi hanno fatto innamorare di questo autore e sono contento che “Il labirinto degli spiriti” abbia avuto una gestazione così lunga e ponderata, altrimenti sarebbe potuto uscire un libro rattoppato, con parti male articolate, e sarebbe stato plausibile vista la lunghezza generale. A conti fatti questo romanzo è un bel tomo da tenere nella propria libreria personale, ha un colore delizioso e la rilegatura è eccezionale (beh…23€ di libro vorrei vedere!) inoltre l’editing è molto curato, unico neo è il carattere piccolino, un’esigenza naturale altrimenti saremmo arrivati a oltre mille pagine, e non avrei saputo come tenerlo in mano. Una volta finito di leggerlo resta un piccolo solco nel cuore e uno spazio vuoto sul comodino che sarà difficile colmare, una volta letto il finale si ripensa a tutto il libro dall’inizio alla fine e si medita qualche minuto su tutta la storia, sperando che Zafon si sbrighi a scrivere un’altra eccezionale storia.

Simone Pinna

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