Fore Morra – il thriller costruito come ogni thriller dovrebbe

Fore Morra è l’ultima fatica di Diego di Dio, un appassionante thriller italiano che di faticoso pare non aver proprio nulla. Il motivo? Scorre veloce, i capitoli non sono mai troppo lunghi, la trama è ben orchestrata. Ma nasconde molto altro e se volete scoprire di più, continuate a leggere.

Un esordio fortunato o gran talento?

Ho avuto il piacere di chiacchierare virtualmente con l’autore Diego di Dio, classe 1985, scoprendo una persona al di là delle pagine che non mi aspettavo: Diego si è laureato in giurisprudenza, con il massimo dei voti, poi ha seguito a Roma il corso “Oblique” per redattori editoriali. Come scrittore ha pubblicato per Mondadori, Delos Digital, Nero Press, Milano Nera. Nel tempo si è aggiudicato i seguenti premi: premio Mario Casacci (Orme Gialle) 2011 con il racconto La signora, premio Writers Magazine Italia 2013 con il racconto C’è ancora tempo, Nero Premio 2013 con il racconto Il Coltellaio, menzione d’onore al Gran Giallo di Cattolica 2014 con il racconto Il canto dei gabbiani e premio Writers Magazine Italia 2016 con il racconto Il trampolino.

Infine nel 2017 esordisce con il suo primo romanzo, edito dalla Fanucci, una casa editrice antica con sede a Roma fin dal 1971.

 

Spaghetti, mafia e mandolino

Mi è capitato negli ultimi anni di leggere tanti libri, circa uno a settimana, incontrando autori molto bravi nello scrivere ma con idee banali, oppure di leggere bellissime idee scritte malissimo. Diego di Dio si posiziona lontano da queste due categorie, riuscendo in un romanzo che scorre e al contempo ti intriga. Ma vi parlerò solo del prologo, perché tanto basta a darvi un’idea di cosa affronterete quando acquisterete il libro:

La scena si apre in una grande chiesa. Vito Pastore è inginocchiato a pregare Nostro Signore con la sola compagnia di una vecchia, a cui lancia occhiate fugaci. Nei pochi momenti in cui recita il padre nostro, Vito rammenta il motivo per cui sta pregando: la mafia lo verrà a prendere e affidarsi a Dio è la sua unica, vana, speranza di salvarsi. Un’ultima occhiata alla donna anziana che pregava poco distante da lui e questa sembra essersene andata, ma nel voltarsi la fredda lama di un coltello gli si posa sul collo, riscaldata dai caldi fiotti di sangue che sgorgano. Così muore Vito Pastore, ingannato da quella figura femminile e apparentemente innocente che sedeva poco distante da lui.

Questo fa “Fore Morra”, scuote il vostro subconscio con scene imprevedibili, e lo fa molto spesso, quasi ogni capitolo, distraendovi per un istante dalla trama e lasciandovi il giusto tempo per considerare che non avevate dato abbastanza peso a un dettaglio.

 

I dettagli possono salvarti la vita

Nel racconto ho apprezzato la caratterizzazione dei personaggi, che sono inseriti in un contesto credibile sia per il modo in cui Diego di Dio li descrive, sia per il loro modo di parlare. Ad esempio c’è Geppino, nel primo capitolo, che parla un perfetto italiano intercalato da parole e modi di dire propri della sua terra (il napoletano), dando maggior risalto al personaggio e rendendolo credibile, vivo. Non date per scontati questi piccoli trucchi, sono lampi di genio che non tutti gli autori sanno usare e che spesso ricadono nel banale, cosa da cui Fore Morra si discosta abilmente grazie al giusto mix di molti elementi.

 

Conclusioni

Fore Morra, il romanzo d’esordio di Diego di Dio, è un ottimo prodotto. Lo si legge in qualche giorno presi dalla foga di sapere come va a finire, e fidatevi che avrei voluto parlarvi di molti altri momenti nel libro, ma devo tenerli per me o vi rovinerei la sorpresa di rimanere stupiti davanti a certi geniali colpi di scena. Lasciatevi convincere, prendetevi una mezz’ora e andatevi a leggere tutte le recensioni sul web. Troverete una schiera di pareri che concordano all’unisono che Fore Morra è un romanzo che va letto. Punto.

Simone Pinna

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